Da giovanissimo mostrò interesse verso la pittura, tanto che fu educato in questo campo dipingendo, insieme ai suoi due fratelli, nel fienile dell’azienda agricola di famiglia, a Breznica. Proprio in virtù del loro talento tutti e tre i ragazzi, nonostante fossero privi dell’istruzione di base, furono inviati e ammessi nella prestigiosa Accademia delle belle arti di Vienna. In Anton però prevalse la passione per le api che nel frattempo aveva cominciato ad allevare: in casa aveva decine di arnie e nel 1770, dopo un apposito esame, ottenne uno speciale titolo che gli permise di diventare il primo professore di apicoltura d’Austria trasferendosi addirittura, per esercitare questa sua attività, nella corte imperiale.Fra i suoi meriti c’è quello di aver promosso il pascolo degli sciami sui prati di grano saraceno, ricavandone un miele di finissima qualità (diffuso particolarmente in Lituania) e favorendo per di più l’impollinazione di questa varietà. Fu lui, inoltre, comprendere che sono i fuchi a fecondare la regina.Ma un’altra ragione per cui Anton Janša è passato alla storia sta proprio nella sua attività da pittore che integrò con la sua passione verso il mondo delle api.
Si dedicò infatti alla decorazione delle arnie, di cui lui stesso aveva diffuso un modello diverso da quello tradizionale, per fare in modo che potessero accatastarsi l'una sull'altra
Proprio sui frontali delle cassette Janša cominciò ad esprimere la sua arte varando una tradizione sopravvissuta fino alla prima metà del secolo scorso, utile anche a distinguere queste strutture le une dalle altre dopo che venivano lasciate nei verdi campi o sotto i frutteti della Slovenia per il pascolo.

Nessun commento:
Posta un commento